Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Sessualità

#Save194: serve più genitorialità autodeterminata e prevenzione!

Sapete che c’è chi vuole fare un referendum per abrogare la legge 194? Sono tanti/e e fanno sul serio. Sono azioni che seguono corsi e ricorsi europei per definire il diritto dell’embrione e sono questioni sulle quali si discute solo e soltanto in maniera ideologica.

La legge 194 non è neppure una buona legge e andrebbe rivista per alcune parti (e non sono coincidenti a quelle che vuole mettere in discussione chi vuole abrogarla) ma consente prevenzione, di rintracciare nei consultori possibilità di ragionare su sessualità e maternità responsabile, e consente poi anche assistenza a chi sceglie di abortire.

Chi vuole abrogare la legge ha dei problemi con l’autodeterminazione delle donne in se’ e dunque giudica le donne dei contenitori privi di coscienza. Immagina le donne ancora assoggettate a patriarchi che dovrebbero poter dire la prima e l’ultima parola sulla paternità. E’ triste dirlo oggi e in questo modo ma quel concetto antico resta intatto: il corpo è mio e decido io.

Quel che si può ragionare, e secondo me andrebbe fatto, è di rivedere la legislazione dove si obbliga un uomo a fare il padre, dal punto di vista economico, anche se lei quel figlio lo ha voluto fare senza il suo consenso o senza che lui ne sapesse nulla.

Se la genitorialità deve essere una scelta dovrebbe esserlo sempre e se metti in discussione il principio che le donne non debbano essere subordinate a scelte derivanti da cultura patriarcale allora bisogna avere il coraggio di smantellare quella cultura includendo il fatto che non esiste oggi, nell’epoca in cui hai contraccettivi e informazione e dovresti avere consultori e educazione sessuale, che lui sia tenuto ad assumersi la responsabilità di una genitorialità che non ha scelto.

Devo poter scegliere io e deve poter scegliere lui. E la scelta dovrà poterla compiere alla nascita o anche prima. Non so come o quando ma se lui non vuole fare il padre, senza che gliene derivi una colpa, deve poter fare questa scelta.

Io scelgo di fare la madre o di non farla.

Lui sceglie di fare il padre e di non farlo.

Non è possibile che in Italia tutto debba andare avanti per obblighi. Fai la madre anche se non vuoi. Fai il padre anche se non vuoi.

Finché non si scioglie questo nodo noi siamo ricattabili. Perché se lui ha l’obbligo di fare il padre, obbligo che derivava dall’esigenza di riconoscimento di figli altrimenti dichiarati illegittimi e di assunzione di responsabilità economica in un disegno di welfare in cui le donne, madri, sempre afflitte e dipendenti dal punto di vista economico, non avevano riconoscimento familiare e sociale e non avevano lavoro, se lui ha l’obbligo, ancora oggi, di sanare una situazione che deriva più dalla correzione di uno status che da altro, dalla delega di un welfare che diversamente in altri paesi europei assiste le ragazze madri e contribuisce alle loro scelte senza obbligarle a relazioni riparatorie della gravidanza, allora quell’obbligo ricade anche sulle donne che non possono scegliere per se’.

Non so voi ma io sto in una terra in cui fino a pochi anni fa, e forse ancora oggi, si sceglieva il matrimonio riparatore se tu eri incinta e quindi si obbligava una ragazza a essere anche moglie oltre che madre, e non era detto che avesse scelto nessuno dei due ruoli o magari solo uno, e obbligava lui a essere marito e padre, con responsabilità di mantenimento. Questa la divisione di ruoli sociali e compiti precisi: lei alla cura e lui al mantenimento.

Chiunque indulga su uno di questi fronti e rimandi ad una guerra tra generi quello che lo Stato dovrebbe risolvere riscrivendo il welfare fa pratica di autoritarismo.

Il gruppo che in maniera ideologica e integralista si prepara ad una preghiera di 12 ore per il 2 marzo davanti ad un tot di ospedali di un tot di città non si fa portatore di alcuna proposta specifica. Vuole abrogare e basta in nome del diritto dell’embrione e vuole restituire dunque le donne alla tutela degli uomini che secondo loro dovrebbero avere il diritto di scegliere se una donna può abortire o no. Infelice proposizione di ripristino di ruoli patriarcali in salsa antiabortista che per me sono incomprensibili perché dove c’è una imposizione e non mi si lascia libertà di scelta non c’è dialogo. Non può esserci. Come si fa a discutere con gente che ancora pensa che dovrei arrivare vergine al matrimonio e che fare sesso sia uno spreco di ovuli e semi destinati alla creazione di una vita? Come faccio a discutere con gente che mi rende complicatissimo usare la contraccezione per prevenire un aborto?

Qualche tempo fa con FaS avevamo messo in circolo una campagna per chiedere educazione sessuale nelle scuole, sesso libero (con chi vuoi), contraccezione disponibile (anche d’emergenza), aborto libero e gratuito, consultorio pubblico e laico. A questo aggiungo una ridefinizione dei ruoli nel rispetto delle scelte di ciascun@ e delle singole soggettività.

So che ci sono donne che si stanno organizzando per una contropreghiera altrove e quel che trovo seriamente problematico, non per loro, ma in generale per questo genere di lotte in se’, è il fatto di restare sulla difensiva a pronunciare un #save194 senza però avere la certezza di avere consenso o comunque supporto da parte di tutte quelle componenti sociali e politiche che dicono poco o nulla su questo e lasciano che tutto si traduca in uno scontro in cui comunque si resta intrappolate nella definizione di una cultura patriarcale in cui diritto alle donne e chissenefotte del resto in risposta al diritto agli uomini e chissenefotte del resto.

So per certo che ci sono uomini che non hanno alcuna voglia di essere padri a meno che non lo scelgono e che rischiano di trovarsi a dover assumersi responsabilità che non vogliono perché c’è una lei che non ha detto che non prendeva la pillola. Parlo di gente consapevole e compagni, compagne, e loro timidamente chiedono, rispettosissimi della causa per le donne, se mai potranno rivendicare qualche diritto in quel senso e senza che sembri offensivo se possono declinare la paternità fruendo dello stesso diritto all’autodeterminazione che esigo io per me.

E dunque in Italia stiamo così: le madri hanno da fare le madri perché il maternage è di moda e figuriamoci se non si torna a ridiscutere di smantellare la 194 e i padri non possono fare i padri se lo vogliono e devono farlo per forza se non vogliono. E non so voi ma tutto ciò io lo trovo alquanto discutibile. Perché si tratta sempre e comunque delle due facce della stessa medaglia e della stessa cultura conservatrice e reazionaria.

Se si amplia il senso di questa lotta per il diritto all’autodeterminazione, ché non ci credo che esistano ancora uomini e donne che non abbiano voglia di fare sesso senza precauzioni e di spalmarsi sulla pelle il rischio di una gravidanza indesiderata, si troveranno sul nostro percorso un tot di alleati e alleate in più che anche se non sembra vanno esattamente nella stessa direzione. Basta ampliare il concetto di autodeterminazione in un senso che non sia solo uterocentrico perché l’utero è mio e lo gestisco io ma le conseguenze di una gravidanza indesiderata sono di entrambi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.