MenoePausa

Pacchi regalo e precocità telefoniche

La signora che mi da sei euro l’ora per stare assieme alla sua anziana madre non ha bisogno di me per il periodo delle feste e allora ho chiesto se posso fare qualche ora in più alla telefonia erotica. Mi hanno detto che i turni sono presi ma che forse si libera un turno per rispondere alle chiamate della cartomante.

“Ma che ne so io di carte e tarocchi?” – ho chiesto.

“Non importa… sei brava e intelligente… inventa!”

E inventerò. Sarà sempre meglio che rispondere agli allupati che mi fanno ansimare alla cornetta per mestiere.

Mia madre mi ha chiesto cosa faccio in questo periodo e le ho detto dell’impegno alla mattina e di un vago impegno al pomeriggio.

“Ma che fai esattamente?”

“Rispondo al telefono…”
“Tipo centralino?”

“Precisamente, mamma, è un centralino…”

“Ah, figlia mia, speriamo che va tutto bene, almeno non ti devi stancare…”

“Si si, mamma, infatti, è una meraviglia…”

Seee, meraviglia, oh mamma, quando potrò dirti per davvero le cose come stanno? Perché non riesco a dirti quello che sto vivendo? Perché mi vergogno come una ladra per il fatto di tentare di guadagnarmi il pane? Non è una questione di pudore ma è che davvero mi vergogno alla mia età di non avere nulla di concreto in mano e soprattutto ogni volta che mi chiami mi scarichi addosso tutte le tue pene e i tuoi sacrifici, e chi ce l’ha più il coraggio di dirti che io sto da cani?

Comunque già che c’ero sabato in mattinata ero passata a vedere se per le feste avevano bisogno in quel negozio dove anche l’anno scorso ho fatto da rinforzo natalizio.

La tizia che lo gestisce è una maniaca dei pacchetti. Mi fa superare la prova fiocco tutte le volte e si che lo so fare. Come viene bene il ricciolo a me, giuro, a nessuno.

Stavolta m’ha fatto provare una confezione regalo che pare il risultato di una mega ricerca di ingegneria meccanica, una cosa che si gonfia e fa rumore e poi è tutta costruita in modo strano. Devo soffiare attraverso una fessura e vengono fuori pure due striscine colorate di corredo.

Il fiocco a nastro lo devo applicare sul bordo e il ricciolo lo devo fare a mano, con le forbici, come piace a me.

Già mi ci vedo a fare qualche mattina da lei con le solite richieste delle clienti annoiate.

Che senta, signora bella, vuole la cazzatina su quella mensola o quell’altra in vetrina? Gliela incarto o la vuole foderata a neve? Vuole quell’inutile e costoso ammenicolo o vuole quell’altra inutile e minacciosa cosa da piazzare in un punto morto della casa?

Vuole il parfume di merdeaux o il kit da scrivania per il figliolo che manco ce l’ha una scrivania? Mi dica, signora, in che modo inutile vuole spendere i suoi soldi?

Ché poi sono cose che non posso dire per davvero perché anzi devo piazzare roba insulsa che costa un botto, ma se lì guadagno qualche soldo non posso mica mandare i clienti alla libreria all’angolo dove almeno se compri un libro è una cosa seria, di quelle che restano.

Questione di priorità.

Sta per finire il mio turno e oggi ho preso solo cinque chiamate. Troppo poco e troppo rapidi tutti quanti.

Questo problema dell’eiaculazione precoce di quelli che chiamano al telefono erotico bisogna pur risolverlo prima o poi…

NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Spin Off di Malafemmina, precaria un po’ più giovane. L’about di Antonella dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ha le caldane e cerca ventilatori, anche umani. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. 

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