Comunicazione, Critica femminista, Femministese, Recensioni, Violenza

One Billion Rising: la campagna antiviolenza etero-normata!

Per iniziativa di Eve Ensler, autrice degli splendidi Monologhi della Vagina e ideatrice della campagna V-Day che coinvolge donne di tutto il mondo, nasce http://www.onebillionrising.org/ che è un progetto di ballo per rompere le catene della violenza. Un modo differente per coinvolgere donne di tutto il mondo ed entusiasmarle in un percorso di liberazione comune.

A parte passaggi del testo della canzone in cui si fa eterno riferimento all’essere madri e insegnanti, richiamando a questi tratti di valorizzazione essenzialmente biologici, di riproduzione e cura, per chiedere la grazia (che palle!) poi, il testo, in stile preghiera laica gospel, semplice da imparare, parla di fine degli abusi, riappropriazione del corpo, e della danza per andare, liberarsi, mettere fine all’oppressione, per rompere le regole, fermare il dolore, danzo perché ne ho avuto abbastanza, dicono, niente più scuse, niente più abusi, le donne non sono un possesso, e infine l’appello alla sorellanza: sorella se non mi aiuterai nemmeno tu ti rialzerai.

Nel complesso fa un po’ musical accattivante canoro/ballereccio per adolescenti walt disney e millionaire all’occidentale. Il target delle ragazze scelte per il ballo è: giovani, taglia più o meno unica, carine. La retorica hollywoodiana è quella che porta a dire che unite si vince, come se il percorso di salvezza passasse attraverso l’esclusione dell’oppressore, l’uomo, e il consolidamento della relazione tra donne.

Un video entusiasmante, si, e ho ballato, all’elevarsi delle voci, a me che sento vibrare la carne quando canto i miei jazz/blues, è pure venuta quasi la lacrimuccia. Io mi commuovo sempre con questi musical ballerecci conditi di buoni sentimenti, fin dai tempi di “Saranno Famosi” (la cui coreografa, Debbie Allen, è anche quella in prima fila, che ha realizzato la coreografia per il video che vedete sopra) che manco a dirlo ho visto dalla prima all’ultima puntata e poi di Flash Dance che per me danzatrice in erba rappresentava l’apoteosi mentre facevo divaricate sul comò di mia madre, con suo sommo rammarico, svanendo poi il ricordo di quegli entusiasmi giovanili quando per campare dovetti fare anche la cubista…

Peccato che in questo video non ci sia un solo uomo, una trans, un gay, una lesbica, non so, un mondo queer, in cui non si rappresentasse questo mondo finto alla Snoq in cui se è la mia collega di danza a farmi male devo dire che è sicuramente vittima di introiettamento di cose brutte maschili e in cui alla fine non si evocasse l’obbligo di unione tra donne, per cui la critica ad un’altra donna diventa un’eresia, unite tutte abbattendo le differenze che nel video non si vedono ma sono sostanziali. Perché tra quelle donne ci sono quelle ricche, meno ricche, povere, poverissime e poi ci sono quelle un po’ fasciste e quelle un po’ stronze, anche.

Voi lo fareste mai un balletto del genere con Fornero, Mussolini e Santanchè? Pensateci, ché un simile pensiero esorcizza presterrimo la commozione…

—>>>Il video di lancio dell’iniziativa che porta ad una giornata comune, il 14 febbraio (V Day) in tutto il mondo per la lotta contro la violenza sulle donne, dal taglio un po’ più etnico, aveva una musica con percussioni e danze forse un po’ meno all’occidentale e più entusiasmante.

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2 pensieri riguardo “One Billion Rising: la campagna antiviolenza etero-normata!”

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