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#Save194, Guzzanti e le religiosità autoritarie

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A proposito di oscurantismo e medioevo. Ore di preghiera contro la 194, contro l’aborto e sostanzialmente contro il diritto di scelta delle donne sui propri corpi sono lecite. Così come lecito è il diritto di manifestare dissenso. Ciascun@ può esprimere la propria opinione in un paese laico. Invece pare che non sia così. A Caserta le reazioni contro un presidio di dissenso alla preghiera sono state pesanti e così, come ulteriore prova e dimostrazione della in-tolleranza che nel nostro paese esiste contro tutto ciò che agisce una critica alla religione, finanche in satira, ecco la denuncia contro Corrado Guzzanti per aver portato in scena il personaggio di un prete un po’ sui generis.

Se è vero che chi pratica la religione cattolica esige – ed è giusto – il diritto alla libera opinione e alla libera espressione, perfino quando scrive, pronuncia o affigge frasi offensive contro donne, uomini, bambini/e, gay, lesbiche, trans, contro chiunque, allora non colgo il motivo per cui della religione e della chiesa non si possa parlare o non ci si possa fare satira. Si parla di offesa al senso religioso delle persone e mai al senso di laicità e all’intelligenza di altre che vengono ferite con affermazioni lesive della nostra libertà personale e collettiva.

I fascismi e gli integralismi e gli autoritarismi bisogna combatterli ovunque essi si manifestino e a chi invoca censure e si rivolge alle stesse figure autoritarie per reclamare “rispetto per le donne” direi che è pressocché visibile come la legittimazione di queste autorità, sulla nostra pelle, restituisca poi la possibilità di agire censure sulle nostre vite.

Questo è quello che si ottiene quando vai dal prete tal dei tali a reclamare “tutela” sui corpi delle donne che subiscono violenza omettendo che la principale violenza subita è quella normativa sui ruoli che ci assegnano, sulla nostra sessualità e sulle nostre scelte. A partire dalla negazione delle nostre scelte si realizza una violenza ed è stato veramente paradossale vedere affidarsi all’istituzione tutelare delle anime per togliere o scomunicare un volantino legittimando di fatto quello che succede in questi giorni.

Non è pensabile che nel 2013 ancora si possa essere perseguitati e denunciati perché ci si esprime in modo critico sulla chiesa e sulla religione, qualunque essa sia. Bisogna smettere poi di immaginare che si possa offendere la gente senza sortire nessun genere di ribellione, di dissenso e di critica sociale ogni volta che alle donne viene attribuito un ruolo sociale preciso, ogni volta che si fa perno sulla buona fede di chiunque per diffondere odio che patologizza o demonizza le persone, gay, lesbiche, trans. Quante volte dovremmo chiedere conto noi, allora, delle cose dette da persone che in nome del proprio Dio e della propria religiosità ci offendono?

La libertà di critica, di dissenso, deve essere consentita a chiunque e così la libertà di satira. Tutta la mia solidarietà a Corrado Guzzanti.

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