FinchéMorteNonViSepari

Oh bimbo: mai andare nel bagno delle femmine!

Bambini. Scuola materna. La maestra rimprovera il piccolo Gabriele perché è entrato nel bagno delle “donne”. Le “donne” sarebbero le bambine.

I bagni della scuola sono separati esattamente in due metà da un minuscolo recinto divisorio. Decorativo, perché puoi toglierlo e rimetterlo.

Di là le femmine e di qua i maschi. Le porticine sono senza chiave perché altrimenti si rischia che i bimbi possano restare chiusi dentro. Due ante alla far west, molto carine.

Sei bagni in tutto, tre di là e tre di qua. L’ingresso è unico. Ripeto: l’ingresso è unico.

“Gabriele” – fa la maestra – “non puoi andare nel bagno delle donne”. Una bambina alta un palmo ride. Il bimbo è un po’ perplesso.

“Gabriele… promettimi di non entrare mai più, capito?, mai più nel bagno delle donne!”. Lui fa di si con la testa e se ne va.

Dopo un pochino un altro bimbo esce dal bagno e arriva in classe con i pantaloni abbassati. E a guardarlo fa tenerezza, così imbarazzato, tra lo sghignazzo generale, e la bimba che nomina il “pipino”, ché quando a casa smetteranno di dare nomignoli idioti agli organi sessuali sarebbe cosa buona e giusta, con la maestra che si precipita a coprirlo perché se già rischiò un infarto per un mero errore di angolo retto e attraversamento della cancellata figuriamoci se non muore per cotanto affronto, e il bimbo, smarrito, con un grave senso di colpa stampato sulla faccia, si limita a balbettare: ”Non ho capito dove devo andare…”

NB: Marina è un personaggio di pura invenzione. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. Nel suo about dice “Vorrei parlare di violenze nella coppia, nelle relazioni, e tentare di riflettere insieme a voi su una cosa che troppo spesso vedo trattare in modo assai banale.”

3 pensieri su “Oh bimbo: mai andare nel bagno delle femmine!”

  1. Il bagno separato, le maestre solo donne, e spesso e volentieri anche le bidelle, se va bene l`unico uomo e` il direttore, sono la rappresentazione di quello che e` una ripetizione di un antico e ridicolo ruolo additato alle donne, loro, intendo alcune di quelle che finiscono a fare questo mestiere e anche alcune che lo scelgono, professano il verbo e si dichiarano sane educatrici, surrogato della madre. detto questo chiamare un pene, pisello, pisellino pipino, codina o quali altri mille e incredibili nomi si possano partorire non cambia dal chiamarlo pene con la voce tremolante o non parlarne e i nomignoli non sono cosi` malefici, c`e` il nasino la manina il piedino la boccuccia il punto e` la paura della sessualita`, perche`.. te lo dico appena scrivo un articolo apposta, a presto!

    1. io sono figlio di una maestra elementare e non ha mai professato alcun “verbo”. Nessun ostacolo legale impedisce ad un uomo di fare io maestro se vuole..

      1. Oltre a difendere tua madre quale apporto stai dando scusa?!? Ah no aspetta stai dicendo che va bene trasformare un posto che dovrebbe aiutare i bambini a vivere su questo pianeta in una maniera migliore della nostra in un posto dove indottrini la gente e crei delle persone sessualmente represse solo perché , tu maestro o maestra lo sei! Grazie Paolo sarà un mondo uguale a questo anche domani… Se non peggiore!

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