Ecco un post di tutoring della figheira e di rilettura di nostre particolari esperienze di vita per – e cito un’amica – “intravedere la gnoccaggine in ciascuna di noi“.
Il primo esempio lo fa lei:
“nacqui con un angioma a stella significativo sotto l’occhione verde. Tentarono in adolescenza di rimuoverlo con il laser, promettendo che sarebbe stato assolutamente indolore. Ma faceva male. Malissimo. E l’occhio continuava a lacrimare mentre il dermatologo mi diceva di non piangere. Alla tenera età di 13 anni, sotto quel lumino rosso e con il viso zuppo mi resi conto che ero proprio bellissima anche così. Spiegai al medico idiota che i dotti lacrimali, se stimolati direttamente, producono per l’appunto… lacrime e che per questa ragione mi sarei tenuta il mio angioma a stella color rubino dato che, comunque, una teen ager ne sapeva più di lui su una faccenda delicata come le lacrime. Ora… sembro un po’ un pierrot ma sono sicura che non c’è nessuna come me e l’angioma funge un po’ da fanale per attirare l’attenzione su un par d’occhi veramente da sballo. La stragnoccaggine nasce dallo spirito di conservazione, questo è un aneddoto insignificante e superficiale ma ben si applica al concetto generale. Dobbiamo sopravvivere con noi stesse, volerci bene e sentir partire da dentro che non c’è nulla di più importante di noi (nemmeno un laser). Lesson number one del tutoring sulla figheira: meglio prendere un dermatologo per le palle piuttosto che lasciarsi convincere che quell’anomalia è un difetto da correggere.“
E dunque cominciamo da qui a costruire passo passo questo tutoring che poi potrete distribuire anche nelle scuole. ![]()
Prendi Viviana che dice che lei, pur essendo molto giovane, avrebbe bisogno di “un buon corso di autostima“.
Non so se io sono la persona giusta per tenere un corso simile ma sicuramente lei e altre avranno il mio supporto. Condividerò tutto quello che ho imparato nella mia esperienza.
Poi c’è S. che mi racconta una serie di eventi a serio impedimento della sua vita affettiva e sessuale.
La sfiga le parte dall’infanzia. Pensava di essere dotata del dono della telepatia e dunque decise che un suo compagnetto era indifferente alle sue attenzioni. Faceva la preziosa e quell’altro, povero, si convinse che lei non lo cagava neppure di striscio. Non stavamo al tempo dei segnali di fumo e ‘sti fanciulli erano a scuola insieme ma anche al tempo di internet, a qualunque età, non è importante quello che l’altro dice o fa ma quello di cui ti convinci. La bellezza è una questione di testa. Se ti pensi bella e desiderata allora lo sei.
Ci sono fior di stalker che si sopravvalutano, che si convincono di essere corrisposti/e e perseguitano persone totalmente estranee alle loro vite. Poi ci sono quelli/e che per insicurezza immaginano dell’altro/a le cose peggiori.
Scambiano la timidezza per indifferenza, la riservatezza per disinteresse, si rifiutano di credere alle parole belle anche quando vengono pronunciate: mi hai detto che ti piaccio? seee, non ci credo… io piacere a te… non è possibile… e bla bla bla, devo farti confessare che non è vero e così io sono a posto con le mie convizioni e tutto mi sembra incline a corrispondere alle mie insicurezze. Pigliano fischi per fiaschi e combinano guai. Combiniamo guai, e includo anche me nella faccenda, dato che se si parla di sesso io sono tanto disinvolta, ma quando parliamo di sentimenti ci sono volte che l’ammissione di una semplice fragilità mi restituirebbe dieci anni di vita in un solo momento.
Solo che la convinzione che l’altra persona non può avere delle attenzioni per te matura con il tempo, arriva da lontano, come per S. ma ancora prima deve arrivare probabilmente dall’educazione o se non si trova nessuna risposta proviamo a chiedere ai genitori: “ma quando ci avete partorite/i avevate un pizzico di interesse per noi o stavate giocando a tressette?“
Poi S. continua la sua descrizione di drammi sessual/sentimentali e le capita un tipo da sballo con una madre castrante e invadente. Aveva la manìa di chiedere alle fidanzate del figlio la tessera di partito e se era quella sbagliata allora aveva il potere di deprimergli le erezioni. Perché esistono, sapete? I genitori che hanno una opzione sull’uso del pene di certi figli. Essi vanno dove i genitori li portano.
Poi conobbe lo strafigo per eccellenza – il metallaro trasgressivo punk – ed era tutto eccezionale salvo poi che lo strafigo aveva un’immagine trasgressiva e punk (effettivamente molto punk!) da difendere e non poteva averci accanto una che non fosse da meno della cheerleader del liceo.
Pensate ad una adolescente, come tante, come sono stata anch’io, con una dimensione dei chili un po’ free, un rapporto coi peli superflui a scadenza annuale, una scarsa attitudine a seguire le mode nell’abbigliamento, insomma una vera strafiga anarchica punk trasgressiva, LEI.
Il metallaro però si vergognava addirittura di mostrare la sua partner ché gli amici potevano averci da ridire, perché a quell’età certi tipi trovano le ragazze dopo un attento casting. La giuria è composta da coglioni brufolosi che ridono e sgomitano soddisfatti dopo aver toccato il culo alle compagne di banco ma non sanno da dove cominciare per procurare piacere a qualcuna.
Lei, la nostra cripto/figheira, come succede nei migliori film di walt disney, di colpo diventa compatibilmente (con i clichè del momento) stragnocca, arriva la carrozza e la scarpina di vetro, cura il look e va alla ricerca del sesso (perduto!). Il resto ha promesso di raccontarmelo in una seconda parte, a questo punto pregnantissima.
Allora è necessario cominciare da qui, per dire a queste ragazze e a me stessa che tizi o tizie del genere non meritano niente. Sono conformist* e conformat*. Normali, banali, stupid*. I ragazzi e le ragazze crescono e a volte crescono meglio ma gli adulti, giuro, esistono anche di questi tagli. Piccoli, medi e grandi. Comunque talvolta stronzi/e. Perché quello di cui parliamo riguarda anche i ragazzi, che credete. Capita anche a loro di essere sottoposti ad una radiografia perenne e di essere sfottuti e consumati se non corrispondono al modello scelto. E se per oggi faccio iniezioni di sicurezza alle ragazze domani la farò ai ragazzi che ne hanno bisogno pure loro.
Anyway… quando ti vedono ci sono certi che hanno l’attitudine del collezionista di insetti, ti analizzano al microscopio manco fossi un batterio. Cercano il pelo ascellare sfuggito alla ghigliottina, ti misurano il contorno coscia per vedere che il tuo diametro non superi la loro intelligenza, assai piccola, ché se ce l’hai grande il diametro a loro l’intelligenza di colpo sparisce.
Ci sono quelli che se non sei la fotocopia della showgirl non ti si pigliano perché in realtà a loro gli si rizza solo con la fotografia del calendario hot e tu sei poco più di una fessura sulla quale esercitano l’estro per tenersi in allenamento.
E’ gente, quella lì, che non vede te. Vede altre cose e se le vedi anche tu, facendoti condizionare, finisce che sparisci, diventi invisibile, perchè l’obiettivo è proprio quello: eliminare la tua originalità e farti diventare un corpo omologato che indossa una divisa e compie funzioni ben precise.
Perché gli altri vedano tu devi cominciare a vederti. Attraverso i tuoi occhi e non gli occhi degli altri. Devi recuperare il tuo sguardo e poi considerare il sesso una attitudine rilassante in cui tutte le rigidità devono sparire.
Se il pelo non è una quercia di venti metri vi assicuro che non disturba nessuno. Se la pancetta è morbida puoi farci quello che ti pare. Pensa a quanto è bello il sesso per le donne incinta. Sono panciute, diverse, ed è l’unico momento in cui si sentono legittimate a dare fiato ad una libido potentissima che è l’afrodisiaco più potente che ci sia.
Se lui è punk, militante, politicizzato e si perde negli stereotipi sessisti che negano a te il diritto di essere quello che vuoi, ma che ci perdi tempo a fare?
Ce l’hai uno specchio, si? Allora guardati. Accarezzati mentre ti guardi, mostra di volerti bene, assaggiati, gusta la tua pelle, annusati, entra in rapporto con te stessa, appassionati al tuo corpo che sicuramente troverai fantastico e quando i tuoi sensi sapranno la meraviglia che accompagna i tuoi movimenti vedrai che sarà il corpo a incontrare un altro corpo che gli corrisponde.
Corrisponderà l’odore e non il look, il tatto e non i centimetri dell’interno coscia. Il sesso non si può incastrare nelle convenzioni sociali. Neppure le emozioni in effetti.
Ma non siamo qui forse a rivendicare di poter essere noi stesse con orgoglio?
Tanto per dire: ho accorciato un po’ i capelli e il rosso mi dona. Mi sento una dea!
NB: Antonella, Meno&Pausa, è un personaggio di pura invenzione. Il suo about dice che si tratta di una donna precaria post quarantenne e in pre-menopausa. Ha le caldane e cerca ventilatori, anche umani. Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.