Antiautoritarismo, Antirazzismo

C’era una volta la sindaca di Alcatraz

C’è questa sindaca di Lampedusa che ha pietà dei morti che le arrivano dal mare. Cadaveri migranti che vengono consegnati tra un’onda schiumosa e l’altra e teste e capelli e labbra e carne infrangersi sugli scogli ché bisogna tirarli su con le reti dei pescatori come fossero pesci andati a male, non commestibili per questa nostra amata patria fatta di recinti per gli scarti umani.

Non so chi sia la sindaca ma se dice ciò che dice merita la mia stima anche se bisognerebbe dicesse al partito che credo l’abbia eletta, il Pd, che Cpt, Cie e tutte le frontiere della Fortezza Europa, le ha volute anche lui e le ha scelte, proposte, votate, imponendo securitarismo, sposando le campagne antimmigrati fatte sul corpo delle donne, quando la violenza veniva associata al rom, al musulmano, all’africano.

Bisognerebbe dicesse a quel partito che credo sia un suo riferimento che gli immigrati che arrivano su Lampedusa e talvolta valicano l’isola e arrivano a quell’altra, la più grande, la Sicilia, dove io li ho visti, sfatti, spaccati, sfiniti, non hanno bisogno di essere trattenuti sei mesi in lager in attesa di identificazione ed espulsione e che le politiche contro l’immigrazione fatte di flussi e di consegna alle nostre belle case italiane di donne che adempiono ai ruoli di cura, le badanti, sono politiche disumane.

Bisognerebbe dicesse che soccorrere pietosamente quelli che comunque muoiono in mare non basta perché quel soccorso non dovrebbe proprio esserci perché non dovrebbero esserci confini. Noi che siamo siciliane, per metà africane, arabe, normanne, greche, romane, bizantine, etrusche e dio sa cos’altro, non abbiamo mai avuto paura delle altre culture ed etnie e allora come sei finita, tu, a gestire un’isola lager, una Alcatraz mediterranea, con il compito di presiedere ad una presunta normalità?

Rifiutati di tenere aperto il Cie che hai nell’isola e di fare da spartitraffico ai cadaveri e tante persone verranno a sostenerti, ma fallo subito e non aspettare ancora perché alle gerarchie alle quali ti rivolgi non gliene frega niente del tuo conteggio dei cadaveri perché sono cose che sanno già, sono notizie normalizzate, la cui portata disumana viene disinnescata prima che faccia troppo incazzare fornendo al mondo motivi fasulli d’odio contro gli stranieri. Non gli importa nulla perché è la banalità del male, quella descritta dalla Arendt e c’è chi gode a istigare guerre tra poveri.

Perciò non servono interventi tampone, assistenze e palliativi perché è un sistema che va smantellato alla radice. Un lager dal volto “umano” resta sempre un lager. Questo è il punto vero della questione.

2 pensieri su “C’era una volta la sindaca di Alcatraz”

  1. dite bene che le frontiere dovrebbero essere aperte, ma non capisco tutta questa acredine contro il Pd, va ricordato che in questi lunghi 17 anni il Paese non è stato governato dal Pd ma da un centrodestra berluskoniano…

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