Lo sbirro del pene è una categoria parecchio intricatissima. Sovente lo vedi in piazza a difendere “le nostre donne” e si mischia volentieri alle Snoqqiste perché quando sarebbe stato mai possibile poter dare impunemente della Zoccola ad una donna se non nella piazza del 13 febbraio?
Non si tratta solo di un uomo di estrema destra. No. Si tratta anche di uomini di centro (sedicenti a sinistra) che tengono il proprio pene pettinato con riga di lato e al guinzaglio e lo sculacciano se fa il biricchino. Se sbaglia lo flagellano e per espiare poi vanno ad una riunione di crociate in difesa della dignità delle donne e dopo due preghiere, un Santa Madre Dea e Martire e un Puniscimi Onnipotente sorvegliante della Vulva, si sentono rinfrancati nello spirito e possono da lì in poi andare in giro a rompere le ovaie ad ogni femmina che abbisognerebbe, a loro dire, d’essere difesa da bruti indescrivibili.
L’indole da tutori e da sbirri penensi e sorveglianti della vulva è una cosa assai difficile da trasfondere in positivo senso di responsabilità sapendo che bisognerebbe farsi anche una buona dose di cazzi propri. Ma costoro brandiscono sperma salvifico, ti benedicono di cotanto miracoloso immaginifico liquido, perché non conta la tua autodeterminazione. Tu sei salvabile in quanto vulva, ché l’essere donna, se lo sei, passa in secondo piano. Io vulva e dunque sum.
Ciò che tu fai non è vivere, respirare, pensare e scegliere ma per costoro è solo vulvare. Oddio, dunque, quella donna sta vulvando e allora bisogna salvarla. Infibuliamola, metaforicamente, e togliamole tutto quel che di sessuato esista in lei. Non può pronunciare le parole “mi piace” o “faccio per scelta” perché lo sbirro decide in fondo che una vulva non può scegliere. E’ vulva e tanto basta. La vulva vulverà e vulvando alla distruzione la porterà.
Per esempio: il sorvegliante avrà problemi ad accettare la volontà di modelle scosciate, veline a culo esposto, showgirl affarfallinate, candidate che hanno superato casting carnali, escort che parlano del proprio mestiere senza lettere scarlatte e l’onta della colpa (svergognate!), sexworkers che vogliono fare quel mestiere.
Perché per lui la vulva non può fare altro che vulvare e una vulva, si sa, non sceglie, non gode neppure. Di fatto e vulvamente ogni vulva che si rispetti subisce e se non subisce ci deve essere qualcosa che non va. Avrà introiettato un micropenis mutando la propria sensibilità in zoccolitudine. Ha una autodeterminazione penense, giammai in forma vulvica, e dunque occorre un reset e un ripristino.
Il difensore della vulva in questi casi opera un deprogramming e un riprogramming per cui sarai guarita solo quando dirai che “io sono vittima dei maschi cattivi cattivi” e allora ti lasceranno andare. A conquista fatta lo sbirro accumulerà consensi e potrà, come sempre avviene, usare le proprie bombe “intelligenti” e la propria voglia di colonizzare per farsi portatore di luce presso altre vulve perdute da redimere.
Scriverà libri, parteciperà a convegni, mieterà buonsenso vulvesco e insegnerà alle femmine come comportarsi perché da che mondo e mondo, bisogna pur capirlo, non c’è “tutore” migliore di un pene che invece di pensare alla rielaborazione dei peni suoi si dedica alle vulve altrui.
Costui è dunque, in tutto e per tutto, un vulva-dipendente, ché se gli dici “fottiti” lui non capisce. Ma come… son stato tanto bravo e mi sfanculi? Ma si, mon cher, pourquoi tu usi le vulve per attirare l’attenzione sul tuo pene dispiaciuto. Perché non te ne fotte niente delle donne, del loro destino, ti frega solo e solamente che a te si dia ascolto, che tu risorga – nuovo – sulla vulva mia anche se in fondo quel che fai è revisionismo puro ed è una riedizione di un modello di patriarcato che urge controllo sociale a partire da me, dalla censura dei miei desideri.
Lucchetta pure il tuo pene e i tuoi coglioni, se lo ritieni opportuno. Fai quello che ti pare ma stammi lontano, ché io sono fika e tu, di me, non sarai mai il tutore. Mai. Perché i patriarchi, inclusi quelli del terzo millennio, incluso te, io li riconosco tutti.
2 pensieri su “Identikit di un difensore della vulva (patriarchi del terzo millennio)”