Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Tutori e manutentori di femminismi autoritari

citazioneCi sono uomini che fanno cortei dietro la processione delle sante. Uomini che si beano del fatto che i “maschi” siano rappresentati come carnefici.  Che assumono per se’ Snoqismi e si associano alle preghiere antimaschio mentre il mio amico, antisessista e queer, dal quale prendo ampiamente in prestito un po’ di riflessioni, dice che bisogna in quei frangenti “ricordasse da andà a fa’ lo stand bdsm…almeno ce se autofinanzia“.

E’ inquietante come certi uomini in piena crisi di identità ed esistenza cerchino legittimità e approvazione presso femministe di quel tipo ingenerando risultati politici disastrosi. Uomini che da quel che leggo dicono praticamente le stesse cose da anni mentre altre persone, femminismi, hanno progredito e riescono a percepire con chiarezza quanto sia difficile per gli uomini cercare un se’ maschile senza appiattirsi sulle istruzioni per l’uso che vengono ripartire loro da talune, egemoni, femministe della differenza.

Dice un’altra amica che è difficile leggere certi appelli, ragionamenti di uomini, cosiddetti antisessisti che sposano il sessismo atroce di certe femministe rispetto alle quali la sintesi che se ne può trarre è: “Rendetevi conto Maschi che siete cattivi cattivi cattivi. Questo [leggasi la castità!] può aiutare con la sessualità malvagia che è dentro di voi: ché noi invece abbiamo “iscritto nella biologia del corpo materno” il Bene, quello Salvifico.

Uomini che pur di trovare autoriconoscimento vanno a legittimare gente che il gender gap lo amplierebbe pure perchè ci campa facendo un sacco di confusione tra ‘colpa’ e responsabilità.

Dice ancora il mio amico: “è chiaro che se uno non s’attiva in senso antisessista (senza per forza farlopubblicamente” o in qualche entità, collettivo, roba simile…) allora c’ha la responsabilità di quanto accade, ma colpa no, la colpa è sempre individuale ed è più una roba giuridica che altro. Una responsabilità è (anche) collettiva, sociale [e – aggiungo – trasversale ai generi] e non è ‘colpa’ del postino se il patriarcato sta fermo lì, ma è *anche* una sua responsabilità se il soggetto in questione non fa un cazzo in tal senso. Promuovere visioni per cui “siamo tutti colpevoli rispetto a… fa in modo che non solo partecipino all’idiozia che portano avanti certi settori… ma è pure indietrissimo rispetto a una qualunque analisi antisessista…” e conclude egli definendoli “cazzari“.

Aggiungo che questi uomini, come d’altronde le femministe della differenza, sono fermi ad un mondo fatto di due generi, gli uni speculari alle altre, dove il riduzionismo biologico la fa da padrone, dove il massimo dell’autodeterminazione praticata é scegliere se votare alle primarie Bersani o Vendola, dove la differenza di classe viene rimossa in nome di un supposto “bene comune”, e dove comunque esiste l’idea implicita, che viene dritta da una pessima cultura patriarcale, che le donne vadano salvate da se’ stesse e dagli uomini “ché noi lo sappiamo quanto sono maiali quelli lì” (e mi scusino i maiali perché sono antispecista e so che l’uso di questo linguaggio, ripetuto sempre, ingenera specismi semantici).

Sempre con l’animo da tutori dell’ordine del proprio pene e dei peni altrui a costoro voglio dire: non avete idea di quanto sia fondamentale, quasi un sollievo, per me che sono donna, femminista, stare insieme o confrontarmi con uomini che non abdicano la ricerca autodeterminata di se’ per una missione salvifica o una difesa della dignità femminile. E’ puro ossigeno stare a chiacchierare con uomini che nel frattempo non ti dicono quanto debba essere lunga la tua gonna in nome della presunta difesa della tua dignità e che non vogliono salvarti a tutti i costi.

Paternalisti e moralisti (che sposano il femminismo autoritario e altrettanto moralista) invece che compagni di percorso autonomi e di una ricchezza intellettuale indipendente, ecco cosa sono o sono diventati certi uomini. Sudditi del femminismo più potente che di femminismo campa. Sudditi, manutentori e censori di qualunque altra formula femminista, perché è chiaro che se gli salta la copertura dove andrebbero a parare? Probabilmente sarebbero costretti ad andare per tentativi, a fare una analisi indipendente e a subire pure qualche cenno di disapprovazione. Probabilmente. E allora addio partecipazione alle conferenze e addio pubblicazioni che possono essere di qualche interesse nella nicchia “accademica” femminista.

Se sono ingiusta? No. Sono annoiata. Vorrei leggere un briciolo di ragionamenti indipendenti di chi non tenta di ripristinare in me quel tanto di femminismo autoritario che in termini culturali ho sradicato a furia di riflessioni e letture anarco/queer. Perché si fa davvero tanto per trovarsi e quando ti trovi, almeno in parte, e continui il tuo percorso di ricerca lo vedi da te che c’è chi tenta di ripristinare quel che è comodo. Bisognerebbe capire “comodo” perché e, soprattutto, “comodo” per chi.

5 pensieri su “Tutori e manutentori di femminismi autoritari”

  1. Maddalena su fb scrive: “NON A CASO “IL FEMMINISMO DELLA DIFFERENZA” PIACE TANTO AI NEO-DEMOCRISTIANI ed alla CHIESA CATTOLICA…..NON A CASO, GLI UOMINI (intesi come maschi) AMANTI DEL POTERE HANNO SPOSATO QUESTO PENSIERO FILOSOFICO. Nei tempi del neo-integralismo religioso e culturale per i VERI LAICI ed i VERI RELATIVISTI…la vita è dura!
    Comunque è vero: sono donne e uomini di una VIOLENZA CULTURALE inaudita (lo so per esperienza).

    Massimo, dice: “femministaioli militonti fanno apprezzare ogni virgola di Dominique Karamazov (La Guerre Sociale – Paris – 1977)”

    Maddalena risponde: “Mah, a me non interessa tanto il fatto se siano modaioli o militanti….quanto il fatto che non sia un pensiero veramente “laico”: cioè si basa su una visione “fissa” ed “universalista” dei generi. I risultati sono terribilmente reazionari….e sotto gli occhi di tutte/i!”

  2. Sarebbe troppo lungo e inopportuno dilungarmi qui… ma, in poche parole: l’essenza del femminismo è androgina, l’intento è plutocratico, lo spiritualismo, quindi, è
    innestato, direttamente o indirettamente nella “religione” caotica mondialista, attualmente in fase di assestamento…

  3. “Perché i patriarchi, inclusi quelli del terzo millennio, incluso te, io li riconosco tutti.” Povero patriarcato, se mai sei esistito, in che mani sei caduto! Non è una provocazione, ma solo una amara constatazione…

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